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Famiglia 19 marzo 2018 · lettura 1 min · 628 letture

Auguri Padre

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Soledad 85 poesie pubblicate
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Io li conosco, Li conosco quegli occhi. Alzavi la voce Non capivo Eri il grande Obbligato a sapere Chi urla non sa spiegare. E tu non parlavi Ti imponevi Con quegli occhi mi frustavi Erano nocche Erano cintole Erano legni Erano cavi Che ferivano Non meno degli occhi Che vestivi Quando il senno perdevi. Piangevo Gridavo Pregavo “Pietà padre, Pietà!” Ma tu non c’eri Con quegli occhi non eri Sangue nello sguardo Diventavi. Mai una parola Per rasserenarmi Mai un abbraccio Per calmarmi Mai una carezza. Le tue mani le ricordo Erano segni che lasciavi Sul mio corpo. Padre io non ti ho scelto Non lo avrei mai fatto. Eppure Nonostante le cicatrici Provocate da quello sguardo Io ti perdono padre. Ti perdono perché Essere padre non è mettere al mondo un figlio.
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Commenti (1)

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Eolo20 marzo 2018

Testo struggente, lucido, forte, di condanna e di perdono. Un doloroso viaggio d’infanzia dove chi ci ha donato la vita non capiva, rubando ogni momento con atti sconsiderati. Forse non siamo nessuno per giudicare, siamo stati figli forse saremo genitori padre di figli che dovremmo veramente amare. Versi amari che flagellano il sentire e lo sguardo del lettore. Un dolore senza fine ma che da il giusto significato nonostante tutto all’amore per il proprio padre concedendo prima la speranza poi il perdono.