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Sociale 26 marzo 2018 · lettura 3 min · 754 letture

La bella borghesia di Pescara

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Corso Umberto ha un candito sulla testa il Re è ancora nel cuore di Pescara mentre il Vate abbraccia una ragazza alla rotonda. Che bella la borghesia di Pescara mi manca il cinema San Marco le sedie che si chiudevano i film impegnati dei circoli privati. Che bella la Borghesia che è cresciuta quelli del Fronte della Gioventù ora grillini non occupano più i portici di piazza salotto. Nella protesta si sono uniti quelli della rivoluzione servire il popolo e marxisti giusti e puri anche loro con gli amici del Fronte combattono il sistema dei corrotti. Due ragazzine in minigonna allietano commercianti ebbri di cocaina due cosce e qualcosa in più se paghi bene poi il prete ti dirà che le conosce. Che bella la borghesia degli indignati la chiesa di Sacro Cuore con i magistrati le pellicce finte perché siamo animalisti ma soldi non li diamo ai poveri cristi. Faber e Fedez nel nostro abitacolo mentre arriva la chiamata per un prestito o uno scoperto fuori luogo che il direttore ha detto che non può coprire. Che bella la città dai mille volti con un mare che è una fogna ma non si dice con i ristoranti e le torri a protezione e l’aperitivo che fa la parte del leone. Il calcio la bandiera e gli ultras quattro rom che prestano ad usura uno con la foto del Cavaliere un altro che sposa la figlia di un finanziere. Pescara e i ponti sul grande fiume cloaca massima di rifiuti e nessuno vede nessun sa solo le barche incagliate da una sabbia e una diga. Pescara e un Florida dove non si bacia dove non ci sono più le coppiette di ragazzi ora han modi e tempi assai diversi e quelle cantine dove a ballare non si può andare. Io vecchio rimasuglio di una tempesta con le mie piume volate ad una festa non parlo più di Spazio o Fantasia o strani misteri non frequento più la Togliatti del mercato. Io bofonchio versi in questa città seduto accanto ad una puttana due metri da una fontana dove i pesci rossi non nuotano più ma sognano il suono di una campana. E nessuno vende buste di giornaletti le edicole han finito pure i porno ma Kriminal Satanik e Killing non fanno più parte della cultura della desolazione. Ora portatemi al rogo ma che sia tempo di accendere un fuoco anche alle cause perse quelle di un ‘68 senza ritorno tra via Sardegna e quei licei di brava gente. Ora che sono solo chiedo alla puttana se sia giusto che abbia smesso di fumare lei mi chiede quante donne ho amato ma non rispondo mai e senza denti non fischio più ma canto solo... per piccina che tu sia.
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