Un canto
Rosaria Catania
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Un usignolo pensò al campanile
prima ancor di cantare
poi s’affacciò al suo destino
Colmo era l’ovile
un’agnellina fuggì
sul triste suo ciclo
prigioniera d’occhi
in mammole d’incanto
e sullo specchio del mare
innalzarono la sua vela bianca dì arresa
velate palpebre si spezzarono
prima di infrangere l’ostia
cozza di ferro per barbari lidi
balzata al corsiero in corsa
fischiò quel ferro
la parola rabbia
e il labbro si serrò e non parlò
portava la zavorra pesante
del sarcasmo di nasi storti
ha dato fiato al vento
con la generosa sua bile amara
un usignolo pensò al campanile
prima ancor di cantare...
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L'autore
Rosaria Catania
Commenti (1)
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mmmm10 aprile 2018
Poesia di alto valore sociale. Il bullismo può piegare un fiore profumato, ferirlo profondamente, levare la voglia di vivere... una poesia che mi ha profondamente commossa. bisognerebbe parlarne di più nelle scuole ed a casa. Ringrazio l’autrice per aver affrontato questo tema tanto difficile. Poesia assai apprezzata

