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Hariseldom
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I tuoi occhi azzurri
la tua voce melanconica
mentre fuori la neve copriva lo steccato.
Di ogni amore che mi hai dato
mi resterà il ricordo di un bicchiere
la vodka caduta sul cuscino
e l’odore intenso dei tuoi capelli.
Di ogni giorno e notte
i graffi sulla pelle fattimi dal tuo gatto
la voce di tua madre quel mattino
la polizia che mi cercava.
Amare si può sempre
ma a volte non si dovrebbe
ed amare te costava caro
di quel tuo lavoro maledetto.
Ma di stelle rosse non parlavamo
l’amore era il vapore di un respiro
e tu mi dicevi di scappare
quella mattina che il gelo non ci lasciava.
Ma non era il freddo vento che gelava
era la consapevolezza che finiva
questo amore così sbagliato
con te che rispondevi al tuo capo.
Mosca ha lune strane
vecchi che cantano sottovoce
e la metropolitana per una spia
è il posto giusto per morire.
Intanto tramontava tutto
e tu ufficiale dei servizi
ancora non sapevi cosa sarebbe stato
sapevi solo che tra noi finiva.
Non piangono le spie a Mosca
non piangono per un amore
allora perché hai pianto amore mio
il giorno in cui la metropolitana ci divideva?
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Hariseldom
Commenti (1)
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gabriele vacca10 aprile 2018
Le spie, consapevoli del loro difficile lavoro, e consapevoli che hanno un cuore d’acciaio, molto forte, tentano di amare, ma sono costretti ad amare in segreto, perché essendo spie, si sentono spiati. Ma dentro quell’involucro d’acciaio, c’è un cuore umano che vorrebbe amare. Per quanto sia possibile, non si sa. Bye bye
