Di quel gocciare di fontana
Hariseldom
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Delle pietre così lisce
così lisce per le mani
per i piedi
per i calci ad un pallone.
Di quella fontana che gocciolava
con quel rumore bastardo
che a lungo andare impietosiva
e tutti i santi che pregavi.
E quella vasca piena di pesci
pesci malati
con le bolle sulla schiena
pesci squamati prigionieri
che se fosse colpa
che se fosse colpa
da fucilazione.
E quel vento che agitava ippocastani
e quei ora tombe
che sedevano alle panchine
di quei giorni infiniti
in cui i vecchi erano alieni
e i genitori sarebbero rimasti come allora.
Di quegli occhi di ragazzina
che a guardarli capivi che era amore
ma non sapevi nemmeno cosa fosse
perché amore era solo un sonno
una veglia al mattino
nell’imprigionare una emozione.
Quel gocciare della fontanella
con i tuoi compagni a far gli scherzi
sudati di pallone
campioni di strada e pietre lisce.
Ora che tutto è andato
ora che sei tu il vecchio
ora sai che era amore
ma sai anche che amore non è
se non il ricordo di quel che non è stato.
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un componimento che ho letto con piacere (Francesco Rossi)
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