Libera
paola marchi
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A piedi nudi sui ciottoli taglienti
di un viottolo sconnesso,
strappo dall’inconscio pulsazioni feconde alla mente.
Immobile su gambe flaccide
come mollica di pane bagnata
mi prendo la testa tra le mani e piango.
Sono stornelli ingabbiati
dai costrutti del passato,
le frasi che bislacche si prendono per mano
e mi gettano a terra, ansante.
Sono vagoni,
i ricordi ammuffiti dai tarli dell’angoscia,
che ciondolano dai miei respiri
e mi fanno tossire.
Urlo con tutto il fiato:
"Basta!"
Voglio uscire dal bozzolo
che mi graffia la carne.
Sono farfalla di una crisalide,
che non mi appartiene.
Sono viva e non più quella di ieri.
Lascio qui il tuo letame che fece di me,
la tua schiava.
Ingoio aria, finalmente.
Ora la vita vera
mi appartiene.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
paola marchi
Non sono poetessa, ne scrittrice, solamente una donna, che rubando tempo al tempo di una vita reale colma di numeri, obblighi fiscali e doveri morali, si immerge in un' oasi di tranquillità, nella quale esprime quella Paola, che Nessuno conosce e neppure per un attimo, immagina che possa essere Lei, veramente tale.
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