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Sociale 25 aprile 2018 · lettura 2 min · 620 letture

L’infamia si ripete

Antonella Marinucci 48 poesie pubblicate
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’Sto monno me pare ‘mpazzito. Ce se strappa li capelli pe’ li animali. Se so’ trattati male da li padroni giustizia dev’esse fatta e chi maltratta er cane o er gatto suo ar gabbio a da esse condannato. Li animali vanno aiutati. Volemo parlà poi de li embrioni de l’animali, che so’ specie protette e vanno tutelati? Alfie, tu ‘nvece se sei ‘n regazzino, nato sfortunato perché malato. De te nessuno cià pietà! Devi esse’ soppresso de prescia, perché costi troppo alla collettività, che nun se po’ permette’ er lusso de farti respirà, perché l’aria è ‘n bene prezioso che tu togli alli giudici che hanno decretato la tua condanna e che te vonno morto pe’ principio, perché nun po’ campa’ chi ‘n piedi nun riesce a sta‘. Assassini! Le toghe vostre so’ sporche de’ sangue innocente che grida vendetta davanti ar trono de Dio, che nun permetterà quest’ennesima ‘nfamità e ve farà fa’ ‘a fine delli giudici ‘nfami che vollero condannà a morte Susanna, e vennero uccisi ar posto suo. Er Vicario suo, Papa Francesco, te vole salvà e ce riuscirà a scorno di chi te vole morto. A te, dorce tesoro, va la mia preghiera. Che er Signore Onnipotente possa dà tanta forza alli genitori tua, che t’hanno dato ‘a vita e te la danno ogni giorno perché ogni vita umana è preziosa e nun va mai soppressa, ma tutelata. E’ civile chi aiuta li sofferenti e nun uccide chi sta ‘n croce come Cristo. Assassini! Hitler ve fa ‘n baffo. Che ciavete ‘n mente de fa‘? Volete ammazzà tutti li regazzini come Charlie e Alfie? Possiate brucià ar più presto nell’inferno, prima de decretà ‘n’artra ‘nfame condanna! Possa er Signore onnipotente tocca er vostro core de pietra e farvi provà er dolore che li genitori di Charlie e ora di Alfie stanno a provà pe’ corpa vostra.
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L'autore
Antonella Marinucci

Scrive poesie dal periodo degli studi classici. Ama dipingere ed è un'apprezzata soprano.Per Antonella fare arte vuol dire aprire una porta verso l'infinito.

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Commenti (1)

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carla vercelli26 aprile 2018

Condivido ogni parola della poesia sgorgata dal cuore della poetessa. Questo modo sembra impazzito. Ci si scandalizza così tanto per presunte torture agli animali (ai quali vanno tutto il mio amore e rispetto) e si resta nell’indifferenza per una sentenza di morte emessa dai giudici inglesi a discapito di un bambino malato e indifeso. Questa è la vera barbarie: una società che non tutela i suoi bambini, sin dal concepimento! Il piccolo Alfie ha dimostrato di essere un vero combattente per la sua vita al di là di ogni prognostico medico. Mi unisco oltre allo sdegno per la vicenda anche alla dolce preghiera espressa dalla poetessa affinché il piccolo Alfie vinca la sua battaglia. Molto apprezzata!