Nell’abbraccio di nonna

Effimero spira ed è sussurro del vento,
così torna ‘na lacrima a ritroso nel tempo...
son miliardi e indelebili istanti vitali
talvolta giocondi altre volte infernali.
Colgo lampi di luce tra mille lacune
quando acerbo era il sogno e mirava le lune,
or che colmo di crepe è l’argento riflesso
è novello il sorriso che ancor m’è concesso.
Così ancor mi ritrovo, mia dolce azzurrina
nel tuo sguardo sgranato e nell’agir da fatina,
in quel broncio improvviso e fanciullesche pretese,
nel capriccio insensato e lacrimone sospeso.
Ma quel tender la mano ancor paffutella,
e il querulo andar come gaia farfalla,
quel sorriso che allampa come raggio di sole,
mi rabbona e seduce come un’ape con fiore.
Anch’io torno fanciulla nel tuo acerbo volo
e nel tuo agire aggraziato ch’è già civettuolo
e tra bambole e boccoli e altalene sospese
tra quei cirri si librano novelle e vecchie le attese.
E sciorinano risa e ritornelli nel vento
con folli rincorse e storielle d’incanto,
danza il cor ch’è di bimba, greve quello di donna
fondono dunque i tuoi sogni nell’abbraccio di nonna.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Poesia che inebria il cuore di bellezza e amore! (Patrizia Ensoli)
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