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Sociale 29 novembre 2007 · lettura 1 min · 1509 letture

Er vvirusse aids

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Gian Franco Dandrea 232 poesie pubblicate
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Quella dell'aiz è 'na cosa seria, e nun ze po' scherza' co' li discorzi, perché stam' a pparla' de 'na materia, ch'ammazza tanta gente senza sforzi. Drent' a le case porta la miseria, co' puro 'n gran casino de divorzi, indove ariva è 'n crollo è 'na maceria, de sofferenze e de mille rimorzi. C'è chi s'ammala senz'ave' peccato, ma er virusse anniscosto tra li 'mpicci, pe' corpa de 'na jella l'ha 'nfettato. Antri 'nvece ce so' iti massicci, e l'aiddiesse l'hanno prenotato, dànnose troppo da fa' come li ricci.
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Questo sonetto è stato scritto per il 1 dicembre, giornata mondiale per la lotta contro l'AIDS. L'argomento è troppo serio per scherzare con le parole, e in poche righe è difficile esprimere le mille cose che si vorrebbero dire. Allora i versi riportano una precisazione importante, che riguarda la possibilità di infettarsi senza colpa (trasfusioni, coniugi infedeli, ecc.) o di infettarsi per troppa "attività" svolta sul territorio.

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L'autore
Gian Franco Dandrea

Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale

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