Poeta inutile
Lucia Zappalà
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Dopo un po’ non seppi
più scrivere.
Mi rivolsi alla Montblanc
e mi versò il più bollente degli elisir
ne presi a sazietà
ma vidi nella tazza
solo un’anima riflessa.
Mancavano gli accenti,
le virgole
e rimasi legata
fra lenzuola stanche
e prigioniera
sotto coperte confuse.
Fece di tutto per compiacermi
ma io mi disperavo.
Non trovavo le metafore
per saltare sulle corolle,
la similitudine
per regalare petali
chiamati sogni.
Volevo indietro
le mie parole sdrucciole
e di nuovo cantar qualcosa.
Esiste un posto
dove poterle comprare?
Nelle vetrine sono esposti
solo scarpe, vestiti e borse.
La mia testa è vuota
e sono poeta inutile.
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L'autore
Lucia Zappalà
Commenti (1)
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Francesco Rossi26 maggio 2018
Un verseggiare ricco di riferimenti esposto in modo brillante un valore aggiunto alla scrittura creativa in chiave poetica. Ottimo testo e ottimo esercizio poetico da parte dell’autrice.

