Mani aperte
Alfredo Mercutello
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Tra che io fossi qui
e l’aver solo pensato
a quell’uomo solo fra le sedie
navigano vele prive di scafi
e chiglie danzanti
fra le rapide fronde
negli alti fusti delle onde
vorrei non scordarlo
nei passi dei momenti
tra le sue scuse sincere
tardive come orme nell’acqua
musicali come un fruscio
solenni più del mio inno
mimo
come solo e quando
ogni suo sguardo lontano
al tatto m’investe
e solerte sibila
tra le piccole crepe
dei miei rami sottili.
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