Poesia moribonda
Lucia Zappalà
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Dal sole di mezzanotte ci nutrivamo
di mille versi, fiori e oro
fino a scrivere di un amore
senza perdere e senza vincere.
Tra una battaglia e l’altra
perse la forza e si temprò
sulle virgole degne,
ma troppo lontano dalla nostra pelle
svanì nel mare con tutto in mente.
Dopo di noi solo quartine effimere
o strofe simulate.
Ora, d’un tratto, e senza esitare,
ha confessato la poesia moribonda
e vuole noi che solo a pensarci
muoviamo continenti tra le alte onde.
Che a bordo d’un cuore sempre acceso
portiamo sottobraccio
ricordi incandescenti
dando luce a città illuni.
Che, di nuovo, le mie mani
toccano le tue
e le mie labbra la tua bocca
senza smettere di mancarci
e senza addii.
Che la nuova occasione abbiamo
ora che la poesia arranca
e il dito ha puntato
al di sopra del miracolo.
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Lucia Zappalà
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