La citta’ puttana
Pier Giorgio Cadeddu
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Spiato dai muri bianchi e sporchi
Affretto i passi inseguito dall’ombra e dal silenzio dei segni;
solo e solitario camminante,
espugno vaghezze intellettuali della città futura
mentre matronalmente apre le gambe al porto,
in posa oscena e audace,
il nero dei suoi bassi
tana per i miei sguardi lascivi.
Senza alcun pudore la guardo tentatrice
srotolata di strade lungo le colline
dove il mare porta il salmastro nasare delle periferie bagnate
e gli uomini sono sempre marinai senza terra alcuna
in cerca di una voglia e di un perdono.
Nel primo caldo dell’estate
Il mio vagare si consolida freddo ed inconstante
come rivoli di sudore sulla pelle nuda
e appoggio brividi ed emozioni
sulle antiche case ammiccanti al sole disperso sul calcare;
la città puttana mi attira a se,
rifiuta ogni ritegno,
mi bacia ed ansima tra le mie braccia
ed io mi lascio andare sopra le torri e il vento.
©
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Pier è bellissima, grande poetare il tuo! (Patrizia Ensoli)
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