Rabbia di nebbia
strappo le pezze
su cui ho ricamato
angoli acuti
di labbra socchiuse
e sfrangio filamenti di cuore
con le unghie
perché coli quell'ambròsia
che ora non ha più sapore
quante volte
con dita di luna
hai sfiorato refoli d'essenza
e quanti segreti
di parole interrotte
hai sottratto al silenzio
eppure ti odio
adesso
nelle proiezioni agrodolci
della notte che muore
mia lama divina
che con la tua luce
squarci veli di nebbia
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L'autore
Zima
Commenti (3)
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Giuseppe anfortas Guidolin2 dicembre 2007
Poesia forte e incisiva, ricca di squarci orditi da immagini efficaci e taglienti. L'autrice sembra attuare con le parole un'opera incessante e febbrile di sfilamento su tracce interiori di sentimenti, desideri e passioni contrastate... finché il caos originario non ritrova un suo ordine e indirizzo, ricomponendosi nell'equilibrio della quiete che rischiara i versi finali. Molto apprezzata!
F
Francesca Coppola3 dicembre 2007
immagini sufficientemente originali, impostazione del testo incisiva. Interessante lettura!
Carmelo Luca Sambataro4 dicembre 2007
Ricerca lessicale congiunta con efficacia ad un inseguimento del suono, sin dal titolo.


