Didone
Lucia Zappalà
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In un mattino imperfetto
dopo la notte buia di suppliche, pietà,
mille lacrime cadute sul tuo viso per intero,
un dolore lacerante s’approssimava celere,
ombra furiosa a grandi passi,
mentre Enea lasciava la bella terra di Libia
e il mare l’accompagnava lontano da te.
Lui era per Te, Tu eri per Lui;
infinite ferite da cicatrizzare.
Qualcosa sulla sabbia scrissero le onde,
un’ansia, ira selvaggia che il sole scolpì col calore,
e lasciò lì, immobile, apposta per te
nel lido deserto senza più Troiani,
nel silenzio che si fingeva calmo.
La luce instancabile che fa un raggio di sole
s’insinuò in ogni angolo dell’anima,
raggiunse ogni pezzo di cuore,
qualcosa bisbigliò
distinto nel capogiro dello strazio
e ti prese ogni brivido di primavera.
Recisi i boccioli, squarciati i germogli,
sopita ogni speranza di giorni migliori,
bruciò tutto: anima e cuore.
E spinse le tue mani infine
a chiuderti gli occhi con la spada dardania
e bloccarti il respiro
per solo Amore... per sempre
©
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L'autore
Lucia Zappalà
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Complimenti bellissima poesia (Francesco Rossi)
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