Antonino Falcone
Dedico a te,
padre mio amato
questo rivolo di dolore,
che, pur sotterraneo
a volte sgorga
dalle rocce profonde.
Ti ho chiamato strada
sul cammino dai margini erbosi.
Ti ho chiamato roccia che affronta i marosi.
Ti ho chiamato sale,
miele d’incanto, libero gabbiano
contro i venti dell’avido pensare.
Ti ho chiamato ape, spiga dorata,
profumo di pioggia.
A te che mi insegnasti la dignita’ degli occhi,
vorrei donare il profumo del mio tempo.
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M
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (1)
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Laura Sensoli13 giugno 2018
Dedica meravigliosa che innesta amore immenso e dolore per la perdita ma che tiene viva la fiamma della purezza del sentimento! !
