Estate
Inferno e Paradiso
e la strada è la stessa
cambiano gli antipodi
C’è chi ostenta
chi si rende invisibile
chi indossa solo una maschera
Barche, cocomeri
e cani a dirigere aperitivi
e qualcuno scivola su un’oliva
fuggita da un sorriso forzato
Il mare, una placenta
accoglie al viaggio inverso
figli che dimenticarono il parto
Il sole si fa un selfie nell’acqua
grigia al sereno del cielo
rende cupa la vanità
tela di ragno i suoi raggi
I pesci con le trame spezzate
vedono l’amo via di fuga
il pescatore gioisce alla trappola
ignaro che l’abbocco
è solo un suicidio
La calura un incenso
per gli ultimi e i primi
entrambi costretti
all’omelia del tempo,
l’unica differenza è il confort
di una sala d’attesa
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