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Amore 26 giugno 2018 · lettura 1 min · 2532 letture

L’acquagrande della piccola marina

Claudia Sogno 87 poesie pubblicate
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Tu venivi dalla piccola marina con l’acquagrande e un forte vento antico portando nella gola una bambina chiarissima e sottile come un giunco. Se non ho chiuso gli occhi nella tana- per imprimere nel cuore la sua eco- è stato perché il volto di una donna diventasse ancora il viso che conosco. Spandevi quel di più sopra la felce, sul masso che gonfiava le sue vene, e la mia bocca inumidita era felice della fragile unità che come un pane si offriva a chi ha bisogno della pace, più alata di un istante senza fine.
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Disegno di Antonella Schiralli

L'autore
Claudia Sogno
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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Magnifica, complimenti! (Felice Serino)

Commenti (3)

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Eolo26 giugno 2018

Un testo di memoria antica, tra essenze di mare e atmosfere sospese il decodificare l’amore in un sentire antico struggente. Molto Apprezzata!

A
Antonio Terracciano26 giugno 2018

Ricordo di aver letto, nel passato, qualche altra poesia della Sogno, più difficile da comprendere di questa, e soprattutto scritta in forma alquanto più libera. Noto qui invece un passo indietro (che per i miei gusti è un passo avanti) della poetessa, che ha cercato di realizzare qualcosa che assomigliasse a un sonetto: anche se evidentemente non lo è, la Sogno vi si è abbastanza avvicinata (molti endecasillabi, due quartine e due terzine), rendendo così più musicale il componimento, più godibile, più destinato, forse, a durare nel tempo.

Augusto Cervo26 giugno 2018

Pure io come ho inziato a leggere ho pensato al sonetto, poi nel proseguo la poetessa non cerca più rime e onestamente sono rimasto un po’ deluso; ovviamente se poi l’intento non era quello del sonetto la mia delusione lascia il tempo che trova.