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Marisa Amadio
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Dal tavolo della cucina
alla porta d’ingresso
osservo quest’intervallo di spazio
senza muri a frapporsi
regna un disordine assoluto
che non mi turba affatto
caos che è mia estensione
in questo luogo ch’è parte di me
no, non è disordine
e a nulla gioverebbe riassettare
oggi l’ordine mi suscita nausea
questa casa sono io
lei respira con me
lei va in apnea con me
scivola lo sguardo
sull’andamento caotico delle cose
m’infonde calma e ne godo
mi sento libera
in questo cencio di mondo
e rido del giudizio altrui.
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L'autore
Marisa Amadio
Commenti (1)
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Eolo28 giugno 2018
Un narrare con mirabile pensiero il tempo sospeso di memorie in chiaroscuro. Versi che coinvolgono in un dare significato ai movimenti della vita. Molto apprezzata!

