Del peccato, complice

Gli piaceva il mio volerla
e le piaceva essere toccata
desiderata voluta
si sentiva libera senza tabù
voleva essere trattata
a momenti con romantici atteggiamenti
altri invece essere presa
come si prende una prostituta
dentro di sè era fuoco
lei era la mia amante il mio piacere
e volle quel peccato di me
per avere qualcosa di solo suo
possedevo la sua mente
nella follia eravamo il tutto
certi legami erano nati
e destinati ad essere vissuti
fino alla fine
era la nostra appartenenza
e non esisteva altro
in quel nostro segreto di noi
nuda mi apparteneva
ogni volte le prendevo
la sua gioventù
del piacere sapeva inebriarmi
rendendomi ora demone
ora vittima di lei
ma non esisteva amore
migliore, lei era lei
l’amante
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