Senza rumore
Sbircio una lettura sui massoni
che mi appassiona ma mi prende in fallo
la bruna appesa sotto al suo cappello,
sdraiata come il quattro di bastoni.
Sorseggia lenta un’aranciata amara
disciolta sulla riva del mio lago:
la sento, mi sente, faccio il vago,
poi metto via i massoni e Fontamara.
Sbircio i suoi capelli mentre piego
il segnalibro a pagina cento,
mi chiede mentre mi si siede accanto:
- Me sleghi che da sola non me slego?
Davanti a tanta Venere di Milo
dapprima rimango un po’ sorpreso
ma poi m’immergo dentro al suo sorriso
e come un micio l’accompagno al molo.
- Lo fai un tuffo, a ‘n vedi, il lago è bello! -
fa lei e io: Ma certo, signorina!
Quando è arrivata? – Adesso, stamattina!
- Quando riparte? – Doppo, sto a Formello.
Me piace troppo fa’ ’na nuotatina...
E tu di dove sei? – Di Sacrofano,
però da poco, prima ero lontano
e ci tenevo tanto a tanta brina.
- Che mi passi – fa lei – l’asciugamano?...
- Ci mancherebbe – dico io – E’ un dovere!
- e lei - Adesso porgimi il bicchiere.
Lo porgo e non mi rende più la mano.
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
molto bella mi complimento. (Francesco Rossi)
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