Rinascono aurore

Così disegno in questo inizio giorno
orme di un andato che ancor fa ritorno,
pensieri ricamati sul ciglio della mente,
melodia che sfiora e insinua mestamente.
Picchietta dietro il vetro, goccia a goccia,
stilla che languida scivola, e lascia umida traccia
e ancor ritrovo in quella lacrima di cielo
echi di canti di chi per me ha avuto ruolo.
Vacuo lo sguardo che trapassa rami,
perpetui fruscii che tramutan in richiami,
voci assai note seppellite in oblio,
riesumate da un vento che supporta un desio.
Risorgon aurore e antiche stagioni
e preme alla gola l’introverso magone,
ritrabocca dal cuore l’amara stilla
tremula tentenna e sulle ciglia oscilla.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto bella questa composizione. Saluti Cari. (Francesco Rossi)
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