La bambina che parlava ai gatti
Hariseldom
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Di certe storie strambe
Tivoli nasconde gli occhi
dietro vicoli proibiti
anarchici falliti
allevano api sui tetti.
Lei era una bambina
ai tempi oscuri della polizia
quando a Tivoli arrivavano i briganti
mandati al confino insieme ai militanti.
Lei parlava con gatti
gatti randagi
a volte al trovavi
vicino a Villa Gregoriana
a volte sul Trevio
insieme a sua madre
a vendere castagne.
C’era sempre un gatto accanto a lei
a volte bianco
altre marrone scuro
ma sempre al trovavi
vicino a un gatto.
La milizia la prendeva in giro
un gerarca l’aveva adocchiata
e lei per paura scappava sempre via
ma gli anarchici la difendevano
e per questo un giorno
il guercio venne massacrato
con una brutta scritta
che non ripeto.
Poi sparì
nessuno al vide più accanto al cancello
nemmeno al corso
e sua madre si disperava.
La trovarono riversa lungo il lavo
la veste strappata
il sangue in ogni dove
dissero che la colpa era degli anarchici
ma da quel giorno ogni gatto
porta in bocca
una stoffa nera.
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