L’anestesia
Giulia Penzo
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L’anestetico
entra piano
e fluido nelle vene:
si rimane immobile
contro il tempo,
senza volontà
a bere l’attesa
della tua assenza.
Movimenti degli arti
impercettibili
ti fanno sentire viva.
Senti come,
senza certezza ormai,
anche a distanza
il nostro amore
avesse un senso,
forse qualche frenata,
nessun confine,
e come i tuoi baci
e gli abbracci
scivolassero piano
tra ferite e
l’incredibile felicità.
Ora l’anestetico
perde efficacia
lascia stordimento,
nessun rimpianto,
rimangono le ferite,
nessuna felicità,
latte da bere per consolazione,
carezze di altri,
abbracci pieni di pudore:
comunione di dolore.
In altre parole, il vuoto.
©
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L'autore
Giulia Penzo
Appassionata di scrittura, vive a Chioggia. Educatrice professionale, ha collaborato a diversi progetti in ambito sociosanitario. Ha scritto per varie riviste on-line e suoi racconti e poesie sono stati inseriti in antologie di premi letterari. Nel luglio 2010 pubblica una raccolta di racconti “Un fedele tradimento (
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