Oltre quegli occhi

Mite lo sguardo che pone,
con me devoto come nessuno,
amalgama di dolce emozione
che brama carezzevole mano.
Figura arrotola su quel divano
come palla di pelo morbido e sano,
con te al fianco s’annulla paura,
pacifica, amena, gaia creatura.
Colmo di stima hai puro il cuore,
seguendo il passo, ombra fedele,
sentinella vigile del caldo ovile,
grato per cibo, le cure e l’amore.
Sbattendo ciglia pare che ammicchi,
quale pensiero dietro quegli occhi?
Colgo mistero oltre sguardo dorato,
è beato l’istinto di averti adottato.
Oltre la porta attendi paziente
di chi pur un minuto rimane assente,
e basta un fischio o dolce richiamo,
ricomposto è il branco cui apparteniamo!
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Dolcissima e bellissima cagnolina. Condivisa!❤️ (Elena Poldan)
Commenti (1)
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Antonella Garzonio19 luglio 2018
Sento di appartenere pure io a quel branco... di sguardi semplici, morbidi e sani. Sai perché amo quegli occhi? Perché sono buoni e non sanno tradire, né mentire. Quegli occhi non conoscono falsità, né artifizi, per questo sono il mio mondo.

