Acqua salmastra
Rosaria Catania
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Lo so che trattenerle devo
l’uomo nero
non mi fa più paura
Non so
cosa tu vuoi da me
genitori non ne ho più
non son piccolina
Senza quiete
i giorni ormai sono
tutto perdono e si perdona
La gelosia dell’immaginario
mi ha fatto fremere un momento
per rendere più vero
il mio pensiero
Il tempo così breve
volge lo sguardo oltre l’ignoto
oscurandomi nella mente i ricordi
Respiro... respiro gli odori
di cielo e di sole
che son
tatuati in me nella mia carne
Suoni di vite lontane
con mille ninne nanne
che si spengono
come candeline
pian piano
lasciando un leggero fumo grigio
nell’aria
per ritrovarsi con l’eco della luce
Non bagno più il viso
so come trattenerle
cammino solo nell’acqua salmastra
e ti penso ancora
©
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Rosaria Catania
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