Musa

Tu mi guardi, come se dovessi adorarmi
ed io resto ritta in piedi, come una colonna dorica
immobile e impassibile, come una musa stoica.
Mi guardi, vorresti che parlassi
vorresti capire se il mio sguardo è allegro o stanco
ma non vedi niente, oltre un peplo bianco.
Mi guardi, amore mio
ed ogni fibra del mio essere vibra di passione
ma continuo a star ferma, irremovibile
ascoltando la ragione.
Mi osservi e ti osservo
fin quando non mi baci la mano
e quel tocco fa tremare la colonna
scardina le mie difese
sono soltanto una donna.
Non una divinità statica, immune al dolore
quanto piuttosto un giglio assetato
che si nutre d’amore.
©
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