Il fabbricante di corde
Pasquale Farallo
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L’estate era già scoppiata
lungo il viale polveroso
dove tu sistemavi con cura
quei grossi cavalletti di legno
per adagiarvi le tue funi.
Famigliole spensierate
e combriccole di amici
tutti insieme allegramente
passavamo da quel viale
per andare al mare.
Tu invece andavi su e giù
sempre per lo stesso viale,
tuo unico compagno il sole
e la polvere che s’alzava
che spesso tu mangiavi, insieme al tuo sudore
Il giorno non passava
ma alla fine di quel viale
un aberrante marchingegno
incessantemente girava
mentre la corda s’ingrossava...
Il mare era a due passi
ma tu guardavi altrove,
ai cortili abbandonati
pieni di sterpi cresciuti in fretta
sotto il sole rovente d’agosto.
Era quella tutta la tua vita
fabbricare grosse funi
sotto il sole cocente, inclemente
che ti raggrinziva la pelle
e vanificava i tuoi sogni
Mentre poco lontano
cullati dal vento e incuranti del tempo
noi scherzavamo col mare
tuffandoci tra le onde
alla sua frescura
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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