Le sillabe, le parole, la vita
Ho conservato
un salvadanaio di parole
(uno strano tintinnio
dentro quel bussolotto)
e sillabe consumate
da pronunciare a memoria
Parole distanti
dalle mie pretese
e dalle vostre.
Non valgono nulla
sono anche ossidate
ma è tutto quello che ho da dire
ed è già troppo
scusatemi se non sorrido
se non ricordo
se non riesco a inginocchiarmi
ma sono preda
di una noia avvizzita
Chiedo perdono alla vita
a quelli che non ce l’hanno fatta
a quelli che ce la faranno
e mi dovranno spiegare come
Chiedo perdono alla gioia
se non sono riuscita a coglierla,
chiedo perdono ai giardini in fiore
ai tramonti suggestivi e alle albe
Chiedo perdono ai fiumi,
ai mari ai laghi
agli alberi secolari
e alle mie mani
chiedo perdono ai miei peccati,
buttati lì alla spicciolata
nell’attesa di una conversione
La fine contiene in sé
sempre qualcosa di superfluo
o di scontato
o di reiterato
©
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Inquieta (eppure i tuoi versi sono colmi di vita) (Lia)
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