Sulla lingua di sabbia ove il mare è culla degli amanti
Giovanni Chianese
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Ove sacrale silenzio
fu pacificante mormorio
dolcemente fluivano carezze
gongolando all’infinito
Sorridenti le schiumose onde
brillavano su pelle dorata
prima dell’estinguersi a riva
Beata fu la conca degli amanti
che dell’effimero ancestrale
fu santificante sinfonia
tra fermenti d’ansimante beatitudine
e amandosi all’inverosimile
nella quiete del candido arenile
felicemente si dettero al pasto d’Afrodite
Simbiosi d’amor fuggente
dal cancro di un mondo irreversibile
finanche l’Universo esultò
nel preludio d’amoroso diletto
aldilà di un mondano lusinghiero
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
La bacheca della poesia
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Ammirato (Francesco Rossi)
Commenti (1)
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carla composto30 luglio 2018
amarsi all’inverosimile tra le one del mare in uno scenario magico ed irreale versi intensi che arrivano al cuore

