Una vita da collegiale
Io che avevo ancora denti di latte
e qualche cicatrice dentro al cuore
lontana dalle voci sempre udite
e dai blocchi dei silenzi minacciosi
Io, che dormivo nel dormitorio
(che brutta parola!)
e mangiavo nei refettorio
(che brutta parola!)
io che mi sbucciavo le ginocchia con i pattini
e l’anima per i troppi divieti
Io spaesata, spiazzata
buttata in un mondo non mio
senza una mano da afferrare nella paura
o una guancia da baciare nella gioia
Io cresciuta troppo in fretta o mai cresciuta
che cerca ancora pezzi dell’infanzia
mai vissuti
sottratti a me con uno scippo
Io, un giorno finalmente donna,
ché è come ci fossi arrivata col salto in lungo
bypassando gli anni più nobili,
ma per me solo i più crudeli
Io, che non so pronunciarmi
o come definirmi
io che ancora oggi mi scordo di me
e me ne ricordo solo
quando il mio corpo mi avvisa che esisto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!