Poi tornò l’erba
Hariseldom
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Tornò l’erba perché torna sempre l’erba
dopo che i barbari distruggono la civiltà
arriva sempre l’erba.
I libri ingialliti sotto le biglioteche
le rane sui bordi della palude
e le canne alte a chiudere la strada.
Perché finisce sempre così
quando i barbari ignoranti
arrivano con le loro pance gonfie.
Ossa di bambini sulle strade
madri abbandonate
vessilli di nazioni a garrire
ma su uno stato che non c’è più.
Arriva sempre l’erba dopo
dopo che la plebe ha innalzato le sue forche
dopo che i capi sono diventati ancora più grassi
e i Paesi poveri più di prima.
Perché i barbari sanno solo sotterrare
non decidono mai per non scontentare
odiano la scienza e i malati
vogliono un mondo di esagitati.
Ma l’erba quella non perdona
se non pulisce le strade la matrona
allora l’erba si riprende il posto suo
e gli ignoranti con i topi si consolano.
Perché l’erba è sempre stata la padrona
prima dell’uomo
prima delle bestie
prima che i barbari avessero i loro dei.
L’erba tutto ricopre
pure la gloria dei criminali
pure le nazioni delle guerre
persino i troni dei conquistatori.
E nulla vale il pianto o il pentimento
le strade sono vuote
le macchine ferme
solo erba sulla prosopopea del pagliaccio
e una scritta sul muro
di un sogno caduto dentro la fogna.
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molto bella e accorata, complimenti! (Felice Serino)
Commenti (1)
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paolo corinto tiberio6 agosto 2018
quel sogno lì, che chiude questo testo elegiaco, pervaso di una strana tristezza,, doveva "necessariamente" cadere dentro una fogna
