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Amore 15 agosto 2018 · lettura 4 min · 1281 letture

Un disco

Rosaria Catania 568 poesie pubblicate
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Non sarà il denaro neppur l’ozio amico dei vizi nè il cielo e neppur la terra son sol passione e amori unici a far girar il mondo tenaglie dal fumo frettoloso in pazienti striduli si spengon legami eterni e brucian amicizie secolari la musica rimane una in particolare si diffonde lieve nella stanza incisa su un vecchio disco di vinile nero in un mondo ovattato di suoni metallici mini gonne pigiami palazzo e capelli alla Patty Pravo ritrovi in un baleno i tuoi quindici anni quei salti di puntina arrugginita son salti di ricordi e nei solchi il ricordo brucia il primo amore lettere spedite sbiadite e mai recapitate racchiuse in un fiocco rosa amori partenze arrivi addii una prigione dove alloggiano nuvole l’odor zolfoso del fiammifero spegnerà la fiamma del cuore sulla candela ancor accesa l’aria stamani è freddina e lo scricchiolio dei vetri tiene sveglio il mio gatto che vuol dormire ancor son mani sporche nel ritrovar l’immagine sbiadita del tuo amore di inchiostro sui libri di scuola annodati con l’elastico han svegliato il buio in me la musica sonnecchiona e sorniona se ne stava a dormir nascosta sotto la tana come talpa è saltata fuori e senza aspettar un attimo ho rimesso a suonar quel disco la voce tonica di un cantante inglese masticava la erre il disco inciampa si blocca saltella e si ripete ripete ripete la stessa frase e penso... penso come fa un piccolo scoiattolo ad aspettar la nocciolina che cade dall’albero e il medico ad intuir quel fastidio del paziente e a conferir la giusta cura tu muori avvelenata di rabbia resteranno i figli a far da scudo non aspettarti nulla da nessuno nessun ti darà coraggio la fiamma si spegne al finir della legna le acque continueranno a scorrere e i militari marceranno e faran guerre andremo ad abitar o a far le ferie su Marte e le monetine... queste antipatiche e puzzose monetine saran sempre una grande rottura di palle forse per questo che son ancora viva per assaporar le magagne e stupidate della vita i politici che si azzannano per aver una sedia ladri maniaci e truffatori son diventati tutti attori di telefilm sol Arlecchino e Totò son messi in carcere ed or che guardo annuso e respiro col naso in su beffarda e guardinga con aria di conquista mi godo il panorama Italia son rimasta intrappolata nel mantello del domani "forse" ci sarà un qualche cosa di diverso qualcosa cambierà la gente capirà farà una mossa da leone invece mi sbagliavo son tutte delle pecorelle da sgozzare al primo voto non mi arrenderò mai e poi mai nessuno seppellirà le mie idee giuste o sbagliate son le mie e guai a chi le tocca e li giudica so sbagliar da sola son ormai ben vaccinata da tanti veleni un morso in più mi darà più carica la luce sarà sempre luce dopo Natale verrà Pasqua e poi Ferragosto decorreranno le stagioni e gli anni non li conterò più dopo i dieci non ho più dita per far i conti tutto ruota in quel piccolo vinile nero continuerà i suoi giri di danza sol per me fame denutrizione violenza stupri femminicidi tutto un gioco nel parlar dei fatti giornalisti programmi e rubriche strappa lacrime per chi le spara meglio e le croci non si contan più di donne ammazzate saran deboli ma l’uomo è bastardo suona ancor la mia adorata canzone profumi odori di una estate col fritto del pesce che accarezzava il paese un uomo anonimo se né sta seduto tranquillamente su una panchina sta tutto solo muto malinconico accanto a lui il suo fedele amico cane sfoglia lentamente una rivista girando la pagina leccandosi il dito aspetta aspetta forse arriverà una chiamata dal suo cellulare sempre spento ultimo vento di gioia impronte di memorie quando quel treno che... un dì aspettavi è tu lo hai perduto non rimpiangere più il passato sarebbe stato solo un altro po’ di latte versato sui fornelli accesi a far puzza di bruciato per disperdersi in una polvere di stelle troverò la verità ne son certa in una favola o nel mio vecchio disco di quarantacinque giri
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Rosaria Catania
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