Il ponte Morandi
Pasquale Farallo
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Tu ardito ponte,
che congiungevi ad arte
nella città, del rio le sponde
col tuo mirabile artefatto
ed al cielo univi e al fato
le innumerevoli facce
di miriadi e miriadi
di automobilisti attenti, contenti
di percorrere così in fretta
le tue alte e inarrivabili campate...
Cadesti un dì d’estate
con fragore immenso
ed immane disastro
e nel tuo salto mortale
volesti portarti dietro
un più gravoso peso
d’innocenti vite umane.
Il tuo profondo squarcio,
è un’insanabile ferita
che spezza il cuore solo a guardarla
nè lo può credere chi non la vide.
I tuoi muti tronconi, protesi nel vuoto
lascia sgomenta la città
e le sue laboriose genti
che ne avvertirono i lamenti...
Fu solo il fato
o la malevole, disdicevole incuria
di chi per celia per noia o per pecunia
non fece il suo dovere?
Ai giudici l’ardua sentenza
mentre a noi rimane solo
un doveroso ed umile commiato
con lacrime di sangue sudore e pianto
per chi passò di là in quell’ora fatale
ed ora non c’è più
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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