Colei che sono
paola marchi
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Volano i gabbiani sul mio corpo nudo,
accovacciato su di uno scoglio partorito dalle onde.
Schiaffi salmastri si aggrappano alle mie esili gambe
come gli artigli di un polipo
ruggente dagli abissi,
che mi trascina tra le zolle dell’inconscio.
Ragnatele di alghe sono i desideri
liquefatti in lacrime di un sogno proibito,
ammanettato dalla ragione
per darmi coscienza di colei che sono.
Rotolo, frustata dal vento, urlando sgomento.
Scivolo, sanguino poi mi rialzo, fiacca.
Uno squarcio nel cielo.
Il tuono.
Il fulmine.
Era solo un esilarante sogno.
Tra le lenzuola, frustrata ed affranta,
invoco i gabbiani, gli schiaffi insani,
le nocive alghe, lo scudiscio del vento,
il buio di ciò che ho dentro.
Voglio le lacrime,
Voglio gridare basta alla noia
di ogni mesto mio giorno informe.
Ho fame!
©
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L'autore
paola marchi
Non sono poetessa, ne scrittrice, solamente una donna, che rubando tempo al tempo di una vita reale colma di numeri, obblighi fiscali e doveri morali, si immerge in un' oasi di tranquillità, nella quale esprime quella Paola, che Nessuno conosce e neppure per un attimo, immagina che possa essere Lei, veramente tale.
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