Vado per funghi
Antonio Sammaritano
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Vado per funghi: che altro potrei fare?
E godere di carezze delle palme nane:
le tue tisane le puoi bere tu.
Sembra uno gnu un bottaccio al gelso
Non posso farcela fino in cima ai colli,
Se l’avessi uno straccio quasi bianco
ora l’appenderei all’ultimo germoglio.
Ruffiano orgoglio che dice :”A quel paese! ”
Facciamo insieme un’ottima fumata
e, alla destra, una ferla piano
mi rassicura e mi conduce in cima,
sul seno di una donna bella e immensa
che possa amare uno come me:
un dardo d’oro senza una balestra.
Dritto l’alloro, giù dai perenni fanghi,
ecco li ad aspettarmi, i nuovi funghi.
Colorati bene dalla loro madre
come donne a proteggere bambini.
Come colonne di tempi senza dei.
Ladre di visioni se non l’ami,
visi d’occasioni che volpi mangeranno:
o marceranno cosi solo in un giorno.
©
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L'autore
Antonio Sammaritano
Antonio Sammaritano nasce a Mazara del Vallo nel 1960 dove è sempre vissuto.Separato, ha due figlie che adora: Clara (la prima a cui sottopone in visione i suoi lavori) e Giulia. Dopo l’esperienza universitaria inizia ad insegnare in forma privata Matematica e informatica di base. Oltre alla letteratura ama dipingere,
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