Addio
Vi lascio il mio turbato spirito,
come bussola di ritrovo per la disperazione.
Unica via d’uscita dal pensiero ingannevole.
La mia testa è una silente prigione,
una ferrovia che ferma il treno sul mio collo.
Il vapore sarebbe ideale fumo d’impatto per la mia rabbia,
se non fosse per quel letto che mi ha risucchiata.
Sento le mie dolci e senili membra
divorare la spregevole tolleranza donatami da Lei.
Per ricevere in grembo la sana morale divina,
mi lascerò ubriacare dalla mia feroce sorte.
Vi lascio con stanchezza una parte di memoria,
come pentola d’oro in fondo alla mia tomba.
Unica via d’uscita dal pensiero ingannevole.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi11 settembre 2018
Una composizione scritta bene, trovo il verseggiare estremamente personale, se l’autrice avesse rivolto l’attenzione a una ampia platea forse avrebbe potuto entrare a pino titolo nell’universo percettivo dei lettori della poesia.
