Il re dell’amore
Peppe Cassese
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Dell’amore schiavo e re
e tu certo la regina
dolce e cara urotropina
che ti svuoti insieme a me.
Bardo e dio dei sentimenti
puffo e sia dell’italiano
penso scrivo e qui ti ingrano
rime folli e molli accenti.
Con il cuore vado a nozze
son dei baci il dispensiere
te li servo per godere
coi fagioli e con le cozze.
Sarò vero oppur mezzano
della strofa il saprofìto
la compongo con un dito
col mio fare cortigiano.
Dentro il petto in assoluto
caldi abbracci a non finire
e per farti illanguidire
te li assemblo a mo’ di imbuto.
Fuoco e fiamme accendo in te
vuoto in parte e in parte vano
tutti i temi te li sgrano
con le offerte al due per tre.
Che sonetti e che canzoni
di Afrodite vivandiere
degli amplessi tesoriere
nei precordi le ovazioni.
Bravo e vate manzoniano
nel mio regno insuperato
da Cupido incoronato
sommo acefalo zigano.
Pari e eguale non ce n’è
stella icona e pennacchiera
buco bocca e sonagliera
dell’amore il grande re.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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