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Introspezione 2 ottobre 2018 · lettura 3 min · 1185 letture

La sveglia dei fantasmi

Rosaria Catania 568 poesie pubblicate
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Dicevan che cantava al mondo era nata di marzo un po’ pazzerella sole pioggia vento ne eran fatte le sue carni un po’pazzerella giusto giusto che non le guastò il sorriso è ben sveglia nel mondo della sua eterna fantasia volava lontano oltre quel muro invalicabile emigrando nella sua surrealistica visione come gli uccelli si sentiva libera nello spiccar il volo oltre l’immaginabile perduta visione ogni cellula del suo corpo vibrava del sapere folle folle follemente maledettamente folle... immutata tenerezza in egual purezza disarmante offuscata sincerità nulla la ostacolava nessuna barriera la fermava il suo corpo vibrava di sapere al cospetto di chi non capì e non ascoltò la sua voce ha taciuto ha sofferto nel bene altrui perduta nel fatato gioco poetico muta svanì vacillò e mai si bagnò nella sua tempestosa gemma di spirito gagliardo l’omertà infinita nell’implacabile crudel destino fu segnato ti fece bella agli occhi del mondo libertà di parola la bocca tua traboccò scritti come petali di rose ne fiorirono in tanti incompresa sugli errori del passato dolorosi da dimenticar non perdesti la rotta non ti scalfì nessuna scheggia velenosa Nulla... Non si toccavano non si sentivano le vibrazioni che albergavano in te e dentro te eran onde che si infrangevano sugli scogli si frantumavano con dolor tuo per ritornare da dove eran partiti i fantasmi tuoi eterni amici nemici giocherelloni beffardi ti fecero scrivere sui muri col l’amato rossetto rosso sorridevi fiera alla vita tra assaggi d’ironia e lo sguardo s’allontanava oltre la nebbia bianca in quel mistico silenzio il timbro portentoso della tua voce di troppe sigarette fumate mani grassottelle e unghie rosse con le labbra in fiamme antica era la fortezza rinascevi a vita rinchiusa in manicomio fosti miccia pronta ad esplodere foglia radicata all’albero prosciugasti il cielo dalla rabbia tua incompresa e il silenzio fu pesante in quelle mura Tu... nata libera come l’aria di primavera la sveglia scandì i secondi in una notte di stelle con l’olio che scivolò dalle tue mani sapienti ogni tua molecola rimase impressa nel grande libro risuscitò la grandezza tua con l’amore dei tuoi pensieri come fuoco avvampò di calore e prevalse il sogno in te così i fantasmi si dileguarono nei ricordi su tutto e tutti...
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Ad Alda Merini Vero nome “Alda Giuseppina Angela Merini” la grande poetessa del nostro 900 N. 21 3 1931 M. 4 11 2009

L'autore
Rosaria Catania
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un caro saluto! e complimenti! (Stefana Pieretti)

Commenti (1)

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Stefana Pieretti4 ottobre 2018

una lirica che è un omaggio alla grande poetessa Alda, nostra musa ancor e sempre viva nel cuore di chi ama la poesia. Nata a primavera, un poco pazza ma ogni poeta è un poco pazzo d’amore per la poesia, per le parole che escono dal cuore come aquiloni liberi. versi apprezzati, elogi!