Ar postribbolo della sora Ofelia
Felice Di Giandomenico
350 poesie pubblicate
+ Segui

So solo ricordi de n’vecchio sporcaccione
che mo fa fatica
a tenè a freno er timone.
Che ve devo da dì,
de ciò che se vedeva
quanno da Ofelia s’annava
perché l’ucello te tirava.
Ma ricordo che ce stava Savina...
Bella Savina...
sempre pronta a fasse na sveltina.
Ar piano superiore,
do annavano li ricchi sfaccendati,
c’era la dolce Rosa,
che amava fasse smucinà da li sordati.
Signori, galantuomini,
che de domenica a messa
se percuotevano er petto
pe poi sognà na settimana n’tera
de portasse la sora Flora a letto.
Notabili, avvocati e dottori,
con tanto de cilindro e caramella,
e sotto le mutanne n’affare,
che si e no annava a manovella.
Pensavo tra me e me:
è facile piagne er morto
e fregà er vivo...
fa la persona per bene
solo a livello discorsivo
E n’tanto c’era che se portava
la figurina de san Bartolomeo
forse pe la paura de pagà a vuoto,
e magari fa la figura der babbeo.
Certo de tempo n’è passato,
so solo ricordi
de n’povero vecchio
che ormai s’è abbacchiato.
Però ch’ero un poraccio
io lo sapevo bene
al contrario di quei padri de famija,
tutti casa e chiesa,
che s’arcarcavano su li divani der casino
lascianno spesso a bocca asciutta
er pistolino.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Felice Di Giandomenico
Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
