La peppola
Rosaria Catania
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Saran diavoli acrobatici
esaltano con il dolore
il lor bel canto
piccoli festosi uccellini
nella reti vanno a sbattere con le ali
rabbia e delusioni
in un venatorio massacro
crudeltà regalata
dell’orgoglio del cacciatore.
La sua bisaccia
porta con se la morte con il fucile
passandone dall’oblio
al sacrificio dell’impotente vita.
S’infrange l’angoscia
sulle piccole vite impaurite
un volo
uno sparo
e tutto intorno
si fa silenzio.
Quel mostro in sè porta male
al piccolo uccellino
incaprettato e cieco
con i suoi occhietti spenti
da una crudele mano.
Un mozzicone di sigaro fu la sua fine
Ne canta
fortemente il suo dolore.
in un inconsapevole melodia
per richiamar a se gli altri sventurati.
Saran fughe di proiettili
lanciati su polvere infetta
e su sangue innocente
cadranno con uno sbatter di ali al vento
uno dopo l’altro
dal fucile di quel cacciatore
onnipotente,
forte, bravo e sapiente
sarà un’elastico tirato e ben teso
prima o dopo
si spezzerà per colpir voi
con la stessa sorte
son cuori di pietra
s’afflosceranno alla pietà del perdono
deponete quei maledetti fucili
e fateli vivere
volare e cinguettar felici
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Rosaria Catania
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