Riflessione
Sul cuscino invaso di congerie mi affanno
a cercare la chiave per aprire la porta
del nulla senza porta a concetto di tempo
che nega l’eternità perché non é mai iniziata.
Al richiamo di nomi senza volto il nimbo
di un fanale suggerisce frequentare la scuola
della vita per superare gli esami con buoni
voti: In nome del Padre, del Figlio, dello
Spirito Santo ovvero in nome di Dio dell’uomo
e dell’amore
(suona più verosimile la connessione)
Ma se l’amore non fosse amore?
Il baluginare di provette nel grembo sgombro
di colori ovvero nel cerchio di ghiaccio dove
non passano uccelli e scivola il dolore
degli altri, contesta i freni che stringono
il lamento dell’argano.
Questo è l’imbroglio che si staglia nel ritiro
del bagno di parole... un coro di candele
nell’andamento a strapiombo di certe deluse
domande allevia i momenti penitenti.
©
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