L’Emanazione

Chiamò le sue due parti e furono tre contrazioni per un solo budello
Comunicò restando sempre fermo il suo potere nascosto nello scindersi del guscio dei vermi nostrani
Nella coerenza ondulatoria dei fotoni satanici sprisse marchi ad involucri grassosi e molli
Tracciò e tranciò un cerchio di minerali ruttando due volte scolo di rivoletti di boffice fluorescenza sussultando brani di membra e lacerti
L’ordò il piano alle foreste e sussultarono vegetali e rocce divorando in tutti e tre i regni
Sputò alla luna non potendola offendere troppo e il modo ancora offende
La nera testa coronava un nera corona tutto coperto di lutto sulla sedia delle sparizioni stava
L’urina velenosa disegnò la figura dei cinque lati uguali inscritta all’opifizio
Nel vermiglio orifizio lanciò organi e pitali crepitando tutto al suo fondo
Stese il mantello nero della notte sulla terra calpestando nelle direzioni dei cardini cosicché tutta ne fu piena
E "appassirono le corolle, i tronchi scura lava, disseccarono le fonti sulle acque una materia biancastra aleggiava, sparirono le bestie immonde e monde, la corona azzurra sbucava, crollarono tutte le difese delle città delle nazioni sviluppando globo- cloaca"
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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