Er giuramento de Ippocrate
Nessuno deve comportasse mai
come quell’imbecille patentato.
Giuro su Dio, je faccio passà i guai...
se scorderà de esse’ laureato!
Ogni pazziente, giovane o vecchietto
nun cià diritto d’esse’ carpestato.
La prima cosa vera è: “rispetto”,
nessuno sceje d’esse’ un malato.
La tracotanza e la prosopopea
bisogna che li sfratti, mio dottore!
Qui nun è febbre e manco ‘na diarea...
ma ciai davanti gente cor tumore.
Speramo che stanotte, quatto, quatto,
te venga in sogno Ippocrate un po’ sbronzo
e grazzie ar vino... che je parta er matto
solo pe’ ditte quanto che sei stronzo!!
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Commenti (1)
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Enrico Baiocchi24 ottobre 2018
Purtroppo sembra che a volte si dimentichino non solo del loro giuramento ma anche quel minimo di professionalità che un camice bianco richiederebbe. Nonostante tale deprecabile esperienza l’autrice riesce a mantenere la sua verve poetica dialettale ed estremamente umana. Ai miei sinceri complimenti unisco i migliori auguri.
