12 dicembre
Quante situazioni
Invadono una triste citta’
Tra l’indifferenza quasi totale,
è in quel indefinito quasi
che il dolore si cela.
Il caos normale imperversava Anni fa’
che a volte sembran secoli
a volte solo istanti interminabili
Cosi’ lontana da noi quella citta’
Oggi moderna e amplificata
Sempre piu’ inumana e triste.
Anni fa’ senza pretese
La vita correva tra palazzi
Rumore e inquinamento gia’ marcato,
Senza pensare come consuetudine
Al futuro imminente.
Una citta’ senza silenzio
Come tante nel mondo
Con un fardello di mille storie
Intrecciate tra miseria e ricchezza.
Ma niente annulla tutto
Come la triste morte
Improvvisa ed atroce,
annulla il caos,
annulla ricchezza e poverta’,
annulla la citta’ stessa.
La morte imperverso’
In una triste piazza
Che la citta’ sembra aver dimenticato
Che il mondo sembra aver dimenticato
Malgrado il breve silenzio
Che brutalmente ne consegui'.
Non puo’ una bomba
Spegnere la citta’
Puo’ solo dilaniare
Puo’ solo coltivare dolore
Infinito come la citta’.
Morire non è solo render la vita
Ognuno muore modo suo,
senza per forza finire,
si puo’ morire dietro ad un muro
di triste indifferenza
o di falso dolore.
La citta’ è morta
Anche se fa di tutto
per non sembrare tale,
il ricordo annebbiato
non la rendera’ piu’umana.
©
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