Figli della terra

Goccia a goccia picchietta sul cuore,
con frastuono e non lieve rumore,
così assembla, così addensa e poi scorre,
limacciosi quei rivoli a terra.
Piange il ciel a singulti e a dirotto
squassa i nembi quel lampo di botto,
trema l’aria mentre incombe l’oscuro
e sferzante rivolta con cipiglio più duro.
Roboante quello scorrer sotto il ponte
miscellanea di sassi, di sterpi e di fronde
e in confusa e assai bieca baraonda
nubifragio traghetta Ser Caronte.
O umani dal contegno scorretto
per la terra senza stima e rispetto,
non piangete, non portate rancore
se natura rivolta con ribelle livore.
Or palesa quel ciel ‘na lacuna
senza astri e pur orfana di luna
meditare forse a tutti conviene,
siam figli della terra... trattiamola bene!
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissima poesia. Il mio saluto. (Francesco Rossi)
bellissima! complimenti! ! (Stefana Pieretti)
Sempre bello leggerti, felice serata (Silvia De Angelis)
Commenti (1)
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Silvia De Angelis3 febbraio 2019
Una intensa osservazione poetica, che si sofferma sul valore e la cura della nostra terra, spesso trascurata, e maltrattata dagli umani, con superficialità Poesia molto apprezzata

