Testarda mente
Come il ricordo del paese di ieri
la tua voce mi e' esplosa nel cuore.
E non e' amore, amico che ho scordato
tra le macerie del tempo.
Ecco mi sovvieni: e qual gioia!
Ti ricordi i momenti trascorsi
le giornate burrascose di litigio
le risse e gli abbracci?
Ti ricordi quando ti chiamavo
fratello?
Oh ancora rivedo il tuo viso testardo,
la tua mente rissosa, la tua politica
astrusa. Speravo di averti seppellito:
e sei ancora qua. E qual gioia!
Lo dicevo: tu non muori mai,
neanche nella mia labile memoria.
Rimani come un vecchio fantasma
scozzese, testardamente ancorato alle macerie
della mia rocca antica.
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Commenti (1)
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Mario Bugli12 dicembre 2007
Tutto ciò che ha significato qualcosa nella nostra vita, ci accompagnerà per sempre... daltra parte come si può dimenticare chi una volta chiamavamo fratello... versi intensi e colmi di nostalgia per un tempo che fu!
