Bitete
Ite ite ite a Rafael, l’angelo con l’ali di zucchero filato celeste e bianco,
d’oro rilucente (cui è magnanimitade sperata dalle torme vincenti:
si riversa e sgombrella in dendi e dendi festinaiuoli d’esotiche libaggioni
e divi e divi e terre: l’ala la libbra la lira il fiorino)
"Io mi sono fatto da me stesso" scrivi nel cartiglio
(o dio delle religioni di tutte le terre quale bestemmia spira al carbonio?
Quale caduta più profanata?)
Orrore! è scesa la notte della piovra elettronica invadente
Delle spaventose ed orribili forme che lo sponsor protegge
Ah, malattia e morte! (chi, chi fruga nella vasca di porfido?
Chi tiene la spada splendente?) Millanta, millanta e cento:
Luce calore acqua e moto, sanità azione gioco, santità e rifiuti
Gente! Gente! Le vipere ci uccidono, i predoni ci uccidono
Terrore: la notte coi suoi spaventi scende ed avvolge il globo!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
p
Tutte le opere →
L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Letta con piacere e attenzione. (Francesco Rossi)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!