Le civette cantano anche di giorno
Continuo ancora
a fare anticamera nella vita
a aspettare il sole che sorge
e scaldarmi ai suoi flebili raggi
mentre tutt’intorno scorre implacabile
il tempo a cui non importa più nulla di me
Seduto sulle mie strane fantasie
a immaginare come sará il futuro
nei suoi domani inebetiti
mi guardo intorno con gli occhi inquieti
e i pensieri a indugiare lontani
diffidente nel vedere ognuno
immerso nel suo fare quotidiano
incurante del mistero che lo aspetta
E rimaniamo tutti
assiepati dentro i nostri affanni
raccolti a disperder la vita
a esser sorgente d’odio l’un l’altro
a augurarci disgrazie e sgomenti
Oh cieca Umanitá
hai giá scordato i recenti tormenti
e i cuori che li hanno patiti
i lunghi giorni di caldo asfissiante
e le fredde notti al gelo pungente?
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L'autore
Cesare Moceo
Sono nato a Palermo il 29 settembre 1953 e nel mio passato c'è la cultura di uno studente che ha conseguito il diploma di maturità scientifica e che ha dovuto abbandonare gli studi per motivi economici e d'una sopraggiunta crisi esistenziale. Ho iniziato pertanto a lavorare nel settore della ristorazione ed oggi sono u
Commenti (1)
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rob ponzani3 novembre 2018
la memoria è cultura senza cultura si dimentica ecco perché al potere diffondere la cultura mette terrore. Meglio non far ricordare... il gregge si gestisce con una mangiata di fieno