Chimere a balenar nel cielo

Timorose pressavano le imberbi primavere,
d’astri fulgente il ciel occhieggiava di chimere,
verde quel cuor che di sbocciar premeva
come selvaggio fior che sin il sole stupiva.
Stolto quell’agitar di acque alla fonte
dove il bel volto specchiava colmo di vanto,
il vento alitava refoli di ebbrezza
carezzando la pelle rorida di giovinezza.
Ma il tempo guarda avanti e mai indietro,
l’argento ricopre d’ossido e scalfisce pietra,
ora che ancor rimiri stupita quel riflesso
ricopre le rughe e grigio la cipria in eccesso.
Torbide ribollono le acque alla sorgente,
giovin soltanto è cuor colmo di rimpianto
spingesti sino al ciel la brama di luna
riempiendo di attese oniriche la tua laguna.
E quanto tempo durò il pindarico volo?
Solo quello di schiuder il candido bocciolo
e dopo aver indossato trine, pizzi e velo
fiorì un unico fior da quel verde stelo.
Cosa credi e cosa vedi nel domani?
Solo un incerto passo e tremebonde mani
ma col cuor canterino, forse ancor da fanciulla
lancia in cielo i sogni e sul tuo petto culla.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
mirabili versi in una bella poesia elogi (Stefana Pieretti)
Molto bello leggerti, buona serata carissima (Silvia De Angelis)
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Marinella Fois3 novembre 2018
meravigliosi versi che incantano, par d’essere entro quel lago a rimirar le fate, quasi una fiaba!
Silvia De Angelis15 dicembre 2018
Anche se le stagioni scorrono, e la maturità sussurra fragili pensieri, il profondo resta sempre gioviale e canterino, come ai tempi della fanciulezza Versi di particolare musicalità poetica, molto apprezzati


